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Lucento
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mwdwLucento (mweaLusengh o mweqLusent in mwegpiemontese) è un mwewquartiere della mwfaCircoscrizione 5 di mwfqTorino, situato nell'area periferica nord-ovest della città. Spesso è considerato come assimilato all'adiacente quartiere mwfgVallette, in realtà i confini del quartiere sono:
• a sud, il tratto della mwgqDora Riparia nel mwggParco della Pellerina e di mwgwCorso Regina Margherita tra il parco e Corso Potenza (confine con mwhaParella della mwhqCircoscrizione 4)
• a nord, Corso Grosseto (confine con mwhwMadonna di Campagna)
• ad est, Corso Potenza (confine con Madonna di Campagna, mwiqBorgata Ceronda e mwigSan Donato)
• ad ovest, Via Cossa-Piazza Cirene-Via Sansovino (confine con le mwjaVallette)
Contents
• Servizi
• Natura
• Sport
• Cinema
• Strade
• Note
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Storia del quartiere
Il quartiere in origine era un'area rurale in quanto periferico rispetto alla città di mwkaTorino. Sono documentati, nel territorio a occidente rispetto all'antico castrum, piccoli insediamenti di mwkqantichi romani della gens mwkgAvilia. Il primo toponimo mwkwLucento invece, deriverebbe da un mwlaprediale del mwlq1227, tal mwlgGuglielmo da Lucento;cite-ref-1[1] tuttavia, ipotesi più leggendarie lo farebbero derivare invece dal nome dello "scintillìo" delle baionette utilizzate durante lo storico mwmwassedio del mwna1706, che proprio in questa zona ebbe uno dei suoi teatri.
Nel mwngXIV secolo poi, si sviluppò qui un antico castello (di proprietà della famiglia Beccuti), dotato di torri di avvistamento e di un borgo sottostante, poi inglobato dall'insediamento delle tenute di caccia di mwnwEmanuele Filiberto di Savoia nel mwoaXVI secolo, quindi ceduto a mwoqFilippo I d'Este dei San Martino, ramo cadetto degli mwogEste, che ne fu proprietario fino al mwow1654cite-ref-2[2]. Oggi è sede di varie aziende all'interno del comprensorio di Via Pianezza, 123, vicino, appunto, alla mwqaChiesa dei Santi Bernardo e Brigida.
La suddetta Chiesa, che risale al mwqgXV secolo per volere dell'allora feudatario Ribaldino Beccuti, fu annessa al nascente castello e successivamente ampliata, prima nel mwqw1605, e poi nel mwra1654 da mwrqAmedeo di Castellamonte. Il castello passò poi ai mwrgTana, assoggettati agli stessi mwrwSavoia.
Nel mwtq1706, il quartiere fu teatro di battaglie tra le truppe francesi e quelle sabaude, queste ultime occupate a ritardare il noto mwtgassedio della città, bloccando i francesi da occidente: i combattimenti più duri si svolsero intorno al castello di Lucento ed all'area circostante, grazie alla posizione strategica del complesso, che venne incendiato durante la ritirata.cite-ref-3[3]
Dopo l'mwvaassedio, il borgo si ricostituì con l'apertura della strada e della ferrovia verso mwvqPianezza e verso mwvgVenaria Reale (mwvw1884 circa), con accessi viari provenienti dal podere della mwwaCascina Bianchina (questa poi abbattuta per costruire le Ferriere FIAT-Vitali) di mwwqParco Dora (mwwgTorino), creando nuovi agglomerati, quali mwwwTetti di Lucento e, soprattutto, mwxaBorgata Ceronda.
Borgata Ceronda
Questa borgata tra il fiume mwyaDora Riparia, corso Svizzera, via Borgaro, via Verolengo e corso Potenza, sorse nel mwyq1880-mwyg1884, per volere dei Signori Momigliano, a ridosso dell'omonimo canale artificiale, oggi non più esistente, che era a sua volta una diramazione del torrente mwywCeronda (torrente), che scorre più a nord (a mwzaVenaria Reale per poi sfociare nella mwzqStura di Lanzo). Inizialmente, il borgo fu intestato al latifondista Adolfo Gastaldi, che lo rivendette al Comune nel mwzg1889.cite-ref-4[4] Lo sviluppo urbano, dettato dalla nascita delle linee di collegamento per mwawPianezza, ovvero lo stradone e la tramvia a vapore, diedero lo slancio allo sviluppo produttivo e demografico, con l'apertura di nuove attività industriali verso la fine del mwbaXIX secolo, in particolare del settore tessile, come ad esempio l'opificio Marino-Paracchi, il cotonificio Italiano e il cotonificio Mazzonis, diedero alla zona una rapida espansione.
Tale espansione urbana proseguì ancora grazie al boom industriale del mwcwXX secolo, a cui seguirono nuove case, infrastrutture e servizi. L'intero quartiere Lucento ebbe un picco demografico di immigrazione interna verso gli mwdaanni cinquanta, avvenuta parimenti al vicino quartiere Le mwdqVallette. Nel mwdg1992, inoltre, fu costruita la parrocchia mwdwFrassati, che dà il nome all'omonima Borgata a sud di Piazza Cirene.cite-ref-5[5]
Il boom edilizio del quartiere continuò fino agli novanta, dove però molte fabbriche chiusero, per cui il quartiere da industriale divenne residenziale. Ancora oggi è ben visibile, nel verde dello storico castello, la vecchia ciminiera delle acciaierie, che svetta a 60 metri d'altezza come ricordo di un passato industriale. Di tale passato rimane ancora visibile tutta l'area industriale dietro via Pittara, compresa l'ex-acciaieria posta più a sud, a ridosso di Corso Regina Margherita, la Thyssenkrupp-Acciai Speciali Terni, che fu dismessa dopo il tragico incendio del 6 dicembre 2007.
Villaggio Santa Caterina
Nel tentativo di far fronte all'imponente esodo nel secondo dopoguerra dei profughi provenienti dalla mwhaIstria, dalla mwhqDalmazia e dalle città di mwhgFiume e di mwhwPola, nel mwia1953 il Comune di Torino donò all'Istituto Case Popolari un ampio terreno tra le attuali Vie Parenzo, Via Pirano e Corso Cincinnato. Nel mwiq1954 iniziarono i lavori di costruzione delle abitazioni, terminati nell'estate del mwig1955, con successivo trasferimento di famiglie provenienti dalle cosiddette mwiw"Casermette di mwjqBorgo San Paolo" (oggi in realtà nel quartiere mwjgMirafiori Nord) e dalla frazione Altessano di mwjwVenaria Reale. L'area fu chiamata "Santa Caterina", per via della coeva parrocchia di Via Sansovino, 85, dedicata a Santa mwkaCaterina da Siena.
Nel mwkg1959 vi fu un ulteriore ampliamento del rione abitativo, col raggiungimento dell'attuale condizione di ben undici fabbricati.cite-ref-6[6] L'isolamento dei primi anni fu successivamente assorbito dallo mwlwsviluppo edilizio degli mwmaanni sessanta, rendendo così il "villaggio" pienamente inserito nel tessuto metropolitano.
Una targa è stata posta dal Comune di Torino nel mwmg2005, in occasione del cinquantenario dell'evento, per ricordare le vicende degli abitanti di questa zona residenziale.
Monumenti
• mwogmwowChiesa dei Santi Bernardo e Brigida: la prima cappella fu costruita nel '400, ad opera dei contadini che abitavano quello che ancora era solo un villaggio, ma fu solo nel 1610 che venne costruita la prima chiesa, poi ampliata nel mwpa1654 da mwpqAmedeo di Castellamonte, quindi parzialmente distrutta dall'assedio francese del mwpg1706. Fu ricostruita nel mwpw1884 nelle dimensioni attuali.
• mwrgCastello di Lucento: come già detto, la precedente struttura risale al mwrwXIV secolo come proprietà Beccuti, ma fu poi mwsaEmanuele Filiberto di Savoia nel mwsqXVI secolo a volerlo come piccola sede di mwsgresidenza di caccia, vicino alla Chiesa di S. Bernardo e S. Brigida, quindi utilizzato come filatoio di seta, poi sede dell'"Istituto Bonafous" e ancora dalla ex azienda mwswTeksid, quindi riqualificato come attuale sede di aziende.
• mwtqStele e scultura commemorativa ai caduti del mwtg1706: di fianco alla Chiesa, in via Foglizzo 4, una piccola stele in pietra commemora i caduti durante l'mwtwassedio del mwua1706, opera di mwuqLuigi Calderini nel bicentenario della commemorazione. Nel mwug2006 invece, per il terzo centenario dall'assedio, fu collocata anche una grande scultura in acciaio in via Foglizzo all'angolo via Pianezza, con la scritta mwuw1706, opera di Luigi Nervo.cite-ref-7[7]
• mwwqAsilo Principessa Isabella: costruito nella metà dell'Ottocento, l'edificio ospitò dal 1879 fino al 1980 una scuola materna. Ha funzionato come sede dei laboratori teatrali e musicali fino al 1987 quando viene chiuso per inagibilità: sino alla fine degli anni novanta resta inagibile finché viene restaurato ed infine riqualificato come centro culturale e congressi.
• mwwwCastello Saffarone: situato in Corso Regina Margherita 497, segna gli estremi confini ovest di mwxaTorino. Prende il nome dall'antico proprietario del mwxq1580, tal Marco mwxgZaffarone, e comprende una grande tenuta con tre cascinali adiacenti. Viene ancor oggi utilizzato per grandi ricevimenti.
Servizi
Natura
Numerose sono le aree verdi del quartieremwzg : la principale è il Parco Carrara, più comunemente chiamato mwzwPellerina, il parco più grande di Torino, e che viene condiviso col vicino quartiere mw0aParella, diviso dal passaggio e dalle anse del fiume mw0qDora Riparia.
Altra area importante è il parco di via Calabria, adiacente a quello della Pellerina e ad esso collegato da una pista ciclabile, recentemente prolungata a nord lungo Corso Cincinnato fino a piazza Giuseppe Manno, congiungendosi ad altro percorso ciclabile che porta sino a mw0wVenaria Reale ed al mw1aParco naturale La Mandria, passando per la frazione di Altessano.
Altra zona semi-boschiva e rurale è quella situata intorno al Castello di Lucento, seppur non aperta al pubblico.
Vi sono inoltre i Giardini mw1wFelice Cavallotti, tra Corso Toscana e Strada Altessano ed altre piccole aree verdi sparse sul territorio.
Più a nord-est, Lucento confina con il parco e il quartiere de "mw2qLe Vallette".
Sport
• A.C.D. Lucento,cite-ref-8[8] storica squadra di calcio dilettantistica torinese militante nel campionato di Promozione (nel mw5g2014 salita alla ribalta delle cronache sportive per aver sconfitto la mw5wJuventus in occasione di un'mw6aamichevole estiva)cite-ref-9[9] con sede presso il piccolo stadio mw7qRiconda di C.so Lombardia 107. Adiacente alla struttura c'è anche la piscina comunale del quartiere
• Campus Sociale per ragazzi in Piazza Cirene
• Campo di Tennis in via Valdellatorre 169
Biblioteche
• Biblioteca civica "Francesco Cognasso" (delle mw8wBiblioteche civiche torinesi), in corso Cincinnato angolo corso Molise.
Cinema
• In Corso Lombardia, 190 ha sede lo storico mw9wstabilimento cinematografico italiano mw-aLumiq Studios, proprietà pubblica posseduta da mw-qComune di Torino, mw-gRegione Piemonte, mw-wCittà metropolitana di Torino, mw-aPolitecnico di Torino ed mw-qUniversità di Torino, nell'area di mw-gmw-wVirtual Reality Multimedia Spa, ossia presso i vecchi mwaqamwaqeStudi Fert. Essa produce mwaqicartoni animati in mwaqmCGIcite-ref-10[10] e mwaqgfilm in mwaqklive action. Inoltre fornisce servizi tramite i propri mwaqoteatri di posa e l'attività di mwaqspost produzione e digital intermediate.cite-ref-11[11]
• In via Bravin, nonostante già sotto il vicino quartiere mwareMadonna di Campagna, esiste ancora l'edificio dello storico Cinema Lucento,cite-ref-12[12] attivo dal mwary1937 al mwarc1983 e oggi sede di un supermercato.cite-ref-13[13] Sul muro, anche una lapide che ricorda il partigiano Mario Roveri, qui ucciso dai mwarwfascisti il 7 aprile mwar01945.cite-ref-14[14]
Strade
Le vie commerciali di Lucento sono: via Pianezza, via Borsi, corso Toscana, via Foglizzo, la continuazione verso Venaria di via Foglizzo che dopo corso Toscana cambia nome in strada Altessano, corso Lombardia, via Luini e via Val della Torre.
Infrastrutture e trasporti
Il quartiere è servito dalle linee tranviarie 3 e 9 e dai bus 2, 29, 32, 59,59/, 62,72, 72/, 75, 77 , VE1 e dalla mwasyFerrovia Torino-Ceres e da alcune autolinee della rete interurbana gestita da mwascGTT.
Tra il mwask1884 e il mwaso1951 il quartiere fu servito dalle tranvie interurbane per mwassPianezza/Druento e per mwaswVenaria Reale.
Altri luoghi d'interesse
Note
cite-note-11. ↑ mwat0MuseoTorino,Comune di Torino,Direzione Musei,Assessorato alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia, 21Style mwat4http://www.21-style.com, mwat8mwauaCircoscrizione 5 - Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento, Vallette - MuseoTorino, su mwauewww.museotorino.it. mwauiURL consultato il 30 aprile 2024.
cite-note-22. ↑ mwauyMuseoTorino,Comune di Torino,Direzione Musei,Assessorato alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia, 21Style mwauchttp://www.21-style.com, mwaugmwaukCastello di Lucento - MuseoTorino, su mwauowww.museotorino.it. mwausURL consultato il 30 aprile 2024.
cite-note-33. ↑ mwau8mwavamwaveCronache dell'Assedio: l'antico castello di Lucento, su mwaviTorinoToday. mwavmURL consultato il 30 aprile 2024.
cite-note-44. ↑ mwavcMuseoTorino,Comune di Torino,Direzione Musei,Assessorato alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia, 21Style mwavghttp://www.21-style.com, mwavkmwavoBorgata Ceronda - MuseoTorino, su mwavswww.museotorino.it. mwavwURL consultato il 30 aprile 2024.
cite-note-55. ↑ mwawamwawemwawiBORGATA FRASSATI IN FESTA, su mwawmcomune.torino.it.
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cite-note-99. ↑ mwayimwaymmwayqJuventus-Lucento 2-3: Llorente doppietta, Allegri subito sconfitto, su mwayuLa Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita, 2014. mwayyURL consultato il 30 aprile 2024.
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cite-note-1414. ↑ mwabamwabemwabiLapide dedicata a Mario Roveri (1921 - 1945), su mwabmmuseotorino.it. mwabqURL consultato il 12 agosto 2017 mwabu(archiviato dall'mwabyurl originale il 12 agosto 2017).
Bibliografia
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Collegamenti esterni
• mwab8Città di Torino - Circoscrizione 5 - Home, su comune.torino.it. URL consultato il 25 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2008).
• mwaceA.C.D. Lucento, su lucentocalcio.it. URL consultato l'11 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2014).